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Cassis di Dijon: agricoltori vogliono attaccarlo tramite referendum

23.06.2009 - (ats) - L'introduzione in Svizzera del principio del "Cassis di Dijon", che mira a facilitare l'importazione dei prodotti in provenienza dall'Unione europea (Ue) non piace ad alcuni agricoltori.

Condotto dal ginevrino Willy Cretegny, un comitato denominato "La Vrille" ha annunciato stamane di voler combattere il progetto con un referendum. A livello di partiti è molto probabile che l'UDC sostenga il referendum. Una decisione in tal senso potrebbe essere presa anche dai Verdi.

Gli oppositori hanno tempo fino al primo ottobre per raccogliere le 50'000 firme necessarie. Contestano in particolare gli alleggerimenti in materia di prescrizioni tecniche al commercio che sono stati recentemente approvati dal Parlamento. Ai loro occhi, l'argomento secondo cui approvando tale principio i prezzi di numerosi prodotti importanti potranno diminuire nettamente, non sta in piedi.

Le modifiche legali "sopprimono la ragion d'essere delle nostre norme, riducono al nulla la nostra volontà di eccellere e sottopongono i nostri produttori, industriali o agricoltori, a una pressione ancor più forte", deplorano gli oppositori in un comunicato.

Il "Cassis di Dijon" incrina il principio di sovranità, la coesione interna, nonché lo sviluppo sostenibile e la diversità culturale, rileva "La Vrille".

A lanciarsi nella battaglia a favore del referendum vi sono oltre al sindacato romando Uniterre anche il gruppo dei Verdi alternativi di Berna e il "Bauerliches Zentrum" presieduto dal consigliere nazionale Josef Kunz (UDC/LU). Per quanto riguarda i partiti, "è molto probabile" che l'UDC sosterrà il referndum, ha detto il suo portavoce Alain Hauert all'ATS. I vertici del partito dei Verdi decideranno nel corso dell'estate qualora dovessero ricevere una richiesta di appoggio da parte del comitato.

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