Pascoli boschivi: ogni stagione una sorpresa
Fondata nel 2007, l'Unione delle donne contadine del Giura bernese conta 150 membri. In quanto più giovane sezione dell'USDCR, siamo liete di condividere con voi le nostre ricette. Vi invitiamo inoltre a scoprire l'affascinante mondo dei pascoli boschivi e delle loro prelibatezze.
Abeti, arbusti, erbe selvatiche, narcisi, mucche, cavalli, funghi, frutti di bosco, cinguettii di uccelli, animali, escursioni, tempo libero, grigliate... ecco tutto ciò che evoca il termine «pascoli boschivi», un luogo di pace, privo di stress, in cui si può osservare la natura e raccoglierne i frutti nel corso di tutto l'anno.
Su questo territorio simile a un mosaico si alternano boschi e pascoli. Questi ultimi sono molto importanti non solo per il bestiame e l'economia forestale, ma anche per il turismo.
I pascoli boschivi sono il segno caratteristico di un paesaggio unico, un posto tranquillo per gli uomini, ma anche uno spazio vitale indispensabile per molte specie animali e vegetali. Nel Giura bernese la loro superficie è stimata attorno ai 15 000 ettari, ovvero più di un quarto dell'intero territorio.
I pascoli racchiudono tutta una serie di deliziose prelibatezze e ora partiremo alla scoperta di alcune di esse. Mettete quindi mano al vostro cestino e aiutateci a scovare le leccornie che la stagione ha da offrirci: aglio orsino, dente di leone, funghi, primule, fiori di sambuco e di tiglio, frutti di bosco come i lamponi o le more, rosa canina e mele selvatiche. Con il vostro bottino potrete preparare deliziose insalate e numerosi altri piatti, nonché fare scorta di marmellate e sciroppi. Un buon tè caldo alle erbe aiuta inoltre a combattere le fredde temperature dell'inverno.
Con pigne d'abete, rami, pezzetti di corteccia, muschio o erbe essiccate si può infine decorare la propria casa con gusto per rallegrare le cupe giornate della «stagione morta».
I pascoli boschivi offrono un microcosmo straordinario, che l'agricoltura, la silvicoltura e il turismo intendono mantenere. Per farlo è necessario il sostegno degli enti pubblici, ma purtroppo la tendenza sul fronte della politica agraria sembra non andare in questa direzione.
Annemarie Hämmerli, presidente UPJB


