Transumanza
Nel Cantone di Obvaldo gli alpeggi appartengono per la maggior parte alle corporazioni, alle cooperative alpestri o alle Teilsamen. Essi vengono riattribuiti a cadenza regolare: solo una piccola parte è in mano privata. Perlopiù sfrut-tati per la produzione del latte, sono di vitale importanza per le aziende agri-cole locali. I pregiati prodotti dell'alpe, come il formaggio, il burro, la carne, ecc., sono una fonte di guadagno supplementare per i contadini, che ba-dano peraltro a sfruttare i pascoli in modo sostenibile.
L’area di estivazione inizia a 1000 metri di altitudine e si estende fino a quota 2200 m circa. Il periodo di permanenza varia da alpeggio ad alpeggio, ma di regola è da maggio a fine settembre.
Sin da bambina, quello della transumanza è per me un giorno speciale. Dopo un'estate di duro lavoro, suddivisa tra due case, è tempo di preparare la ca-panna per l'inverno. Bisogna impacchettare le scorte rimanenti, smantellare le recinzioni e sospendere i materassi per tenerli al di fuori della portata di topi e altri roditori.
Ora anche la natura può riposare e raccogliere nuove energie per la primavera.
Tutti i veicoli sono carichi, è tempo di scendere in valle. Il bestiame scalpita, impaziente di partire. Alcune bestie vengono ornate con campanacci, cam-panelle e ghirlande di fiori. E queste ghirlande, confezionate la sera prima con tanto amore e pazienza, vengono sfoggiate con grande fierezza dalle mucche che scendono in valle.
Ora l’eccitazione è al culmine. Finalmente le bestie vengono lasciate libere: si incamminano di buon passo verso il fondovalle, seguite dagli alpigiani e dai molti aiutanti che si assicurano che la mandria resti compatta.
Anche se sono un po’ triste che l’estate sull’alpe sia già finita, siamo tutti mol-to felici e grati che nessuna bestia si sia infortunata e che siano tutte rientrate sane e salve.
Appena giunte a destinazione, le mucche si rifocillano con la prelibata erbet-ta autunnale. E noi facciamo altrettanto, mettendoci a tavola con una lauta cena.






