Produzione vegetale: in crescita entro il 2050 per gli esperti
14.03.2008 - (ats) - Il futuro della produzione vegetale in Svizzera è roseo: nel 2050 arriverà a garantire l'approvigionamento della popolazione e nel contempo contribuirà alla sicurezza alimentare mondiale.
Lo sostiene un pool di esperti, che - sotto l'egida della Società svizzera di agronomia (SSA) - ha elaborato il rapporto "Visione produzione vegetale 2050". I sorprendenti risultati dello studio sono stati presentati oggi a Berna alla stampa.
Il rapporto prevede un calo delle aziende attive nella coltivazione, anche se non si avanzano cifre precise: il loro numero potrà oscillare tra 12mila e 30mila. Le singole unità diventeranno più grandi e si doteranno di un management più professionale. Per minimizzare i rischi, secondo gli esperti, le aziende si vedranno costrette a specializzarsi maggiormente.
Nei decenni a venire si moltiplicheranno gli avvenimenti climatici straordinari, ma l'aumento medio della temperatura di 2 gradi d'inverno e di 3 gradi in estate dovrebbe favorire l'agricoltura in montagna, anche se si tratterà di coltivazioni di dimensioni limitate.
Anche in futuro l'agricoltura continuerà a fornire prestazioni ecologiche al paese, pur non arrivando al punto di produrre vegetali appositamente a fini energetici (ad esempio mais per il
bioetanolo): a questi scopi continueranno ad essere destinati solo gli scarti e i rifiuti.
La produzione vegetale ha buone possibilità di sviluppo in Svizzera, ma solo se coadiuvata da innovazioni scientifiche e tecnologiche. Per questo motivo - sottolinea il rapporto - tutto il settore ha bisogno di maggior sostegno finanziario da parte della Confederazione. Bisognerà inoltre assicurare un migliore ricambio generazionale di specialisti: attualmente il numero di agronomi formati dal Politecnico federale di Zurigo (PFZ) è in calo.