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Parmalat: Stefano Tanzi nell'elenco creditori del gruppo

20.07.2009 - (ats) - Stefano Tanzi, figlio dell'ex patron della Parmalat, Calisto, coinvolto nel crack dell'azienda tanto da essere arrestato e condannato sia in Italia che in Svizzera, è da considerarsi formalmente anche una delle vittime del crack stesso. È quanto si deduce dalla decisione del tribunale di Parma che il 20 maggio (ma la notizia si è appresa solo oggi) lo ha inserito nell'elenco dei creditori privilegiati del gruppo.

L'ex presidente del Parma calcio, che ha patteggiato una pena di quattro anni e dieci mesi in Italia ed è stato condannato a 720 ore di lavori socialmente utili in Svizzera, si è visto riconosciuto un credito di 184'499,22 euro come dipendente dell'azienda.

I suoi legali, gli avvocati Stefano Andreoli e Renzo Costi, hanno infatti presentato ai giudici alcuni cedolini paga che testimoniano la presenza di un rapporto di lavoro subordinato per cui il figlio del patron della Parmalat meriterebbe di entrare a far parte dei creditori del gruppo di Collecchio.

In realtà la sentenza del collegio presieduto da Nicola Sinisi, giudici a latere Giuseppe Coscioni e Silvia Cavallari, ha accettato solo parte delle istanze economiche presentate dai legali di Stefano, che erano più elevate, ma ha anche respinto le istanze dei legali della Parmalat di Enrico Bondi che si erano opposti alla richiesta. Gli avvocati della nuova Parmalat avevano avanzato poi una richiesta di sospensione o la compensazione di quanto richiesto da Stefano, in attesa delle decisioni del tribunale che dovranno quantificare il danno che lo stesso Tanzi avrebbe arrecato all'azienda nel crack del gruppo. Richieste respinte perché, si legge nella sentenza, "allo stato attuale nessun credito della procedura verso Tanzi è stato accertato giudizialmente".

La nuova Parmalat potrà comunque chiedere la compensazione, scrivono sempre i giudici, "in sede esecutiva".

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