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		<title>agricoltura.ch - AgriNews</title>
		<link>http://www.agricoltura.ch/</link>
		<description>Ultime notizie sull'agricoltura Svizzera</description>
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			<title>agricoltura.ch - AgriNews</title>
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			<description>Ultime notizie sull'agricoltura Svizzera</description>
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		<lastBuildDate>Wed, 18 Nov 2009 18:16:00 +0100</lastBuildDate>
		
		
		<item>
			<title>Miele svizzero: 2009 buon'annata malgrado forte tasso mortalità api</title>
			<link>http://www.agricoltura.ch/it/attuale/agrinews/detail/article/2009/11/18/miele-svizzero-2009-buonannata-malgrado-forte-tasso-mortalita-api/</link>
			<description>(ats) - Per gli amanti del miele una notizia rallegrante: malgrado un tasso di mortalità in crescita tra le api, la raccolta del nettare di bosco è stata buona nel 2009. Con 1'830 tonnellate, gli apicoltori hanno ricavato praticamente lo stesso quantitativo di miele dello scorso anno. Alla vendita, l'annata 2009 frutterà circa 40 milioni di franchi.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>(ats) - Per gli amanti del miele una notizia rallegrante: malgrado un tasso di mortalità in crescita tra le api, la raccolta del nettare di bosco è stata buona nel 2009. Con 1'830 tonnellate, gli apicoltori hanno ricavato praticamente lo stesso quantitativo di miele dello scorso anno. Alla vendita, l'annata 2009 frutterà circa 40 milioni di franchi.</strong>
Queste stime si fondano su un questionario dell'Associazione svizzero-tedesca e retoromancia degli amici delle api, pubblicato oggi dal servizio d'informazione agricolo. Se durante la primavera la raccolta di miele di fiori è stata buona, quella di miele di foresta e di latifoglie ha sofferto invece per i numerosi temporali e cali della temperatura registrati a fine giugno - inizio luglio.
Le diverse regioni apicole non hanno prodotto la stessa quantità di nettare: a Ginevra, per esempio, sono stati raccolti 40 chili di miele per arnia, nel canton Lucerna 8,5 chili, mentre nei cantoni di Vaud, Giura, Ticino e Basilea-Città ne sono stati ricavati oltre 30 chili. Gli Svizzeri sono tra i maggiori consumatori di miele al mondo.]]></content:encoded>
			<category><a href="it/category/bienen/" target="_self" title="Bienen">Bienen</a></category>
			
			
			<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 18:16:00 +0100</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Fao: vertice; ultima giornata, a Diouf compito tirare somme</title>
			<link>http://www.agricoltura.ch/it/attuale/agrinews/detail/article/2009/11/18/fao-vertice-ultima-giornata-a-diouf-compito-tirare-somme/</link>
			<description>(ats/ans) - Toccherà al direttore generale della Fao, Jacques Diouf, il compito di tirare le somme del Vertice sulla sicurezza alimentare mondiale che si chiude oggi a Roma, nella conferenza stampa finale in programma alle 14.30.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>(ats/ans) - Toccherà al direttore generale della Fao, Jacques Diouf, il compito di tirare le somme del Vertice sulla sicurezza alimentare mondiale che si chiude oggi a Roma, nella conferenza stampa finale in programma alle 14.30.</strong>
(ats/ans) - Toccherà al direttore generale della Fao, Jacques Diouf, il compito di tirare le somme del Vertice sulla sicurezza alimentare mondiale che si chiude oggi a Roma, nella conferenza stampa finale in programma alle 14.30.
Lunedì, nella prima giornata di lavori, Diouf si era detto "rammaricato"
per la mancanza di scadenze precise per gli impegni dei governi nella lotta alla fame, all'interno del documento finale approvato dall'assemblea plenaria, e per l'assenza di tanti leader mondiali.
Intanto stamani proseguono gli interventi dei capi delegazione di diversi Paesi, a livello di ministri dell'Agricoltura e ambasciatori.
Alle 10.30 inoltre Fao e Pam (Programma alimentare mondiale, un'altra agenzia Onu con sede a Roma che si occupa di emergenze
alimentari) terranno una conferenza stampa congiunta sulla crisi alimentare nel Corno d'Africa.]]></content:encoded>
			<category><a href="it/article/2009/11/18//category/internationales/" target="_self" title="Internationales">Internationales</a></category>
			
			
			<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 18:15:00 +0100</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>BioSuisse per trattative su libero scambio con UE, ma a condizioni</title>
			<link>http://www.agricoltura.ch/it/attuale/agrinews/detail/article/2009/11/18/biosuisse-per-trattative-su-libero-scambio-con-ue-ma-a-condizioni/</link>
			<description>(ats) - L'associazione per l'agricoltura biologica BioSuisse è favorevole a trattative per un accordo di libero scambio agricolo con l'UE, ma a precise condizioni.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>(ats) - L'associazione per l'agricoltura biologica BioSuisse è favorevole a trattative per un accordo di libero scambio agricolo con l'UE, ma a precise condizioni.</strong>
Gli agricoltori "bio" - ha reso noto l'organizzazione al termine di un'assemblea tenuta oggi a Olten (SO) - accetteranno un accordo di libero scambio con l'Unione europea (UE) a condizione che l'agricoltura svizzera si orienti verso una strategia di qualità.
Tale strategia deve mettere l'accento sull'ecologia, sul benessere degli animali, sull'origine svizzera dei prodotti e sulla rinuncia all'impiego di organismi geneticamente modificati. BioSuisse si riserva di prendere posizione sui singoli punti dell'accordo quando questi saranno noti.]]></content:encoded>
			<category><a href="it/article/2009/11/18//category/oekologie/" target="_self" title="Ökologie">Ökologie</a></category>
			
			
			<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 18:11:00 +0100</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Latte: delegati dei produttori approvano proposte comitato centrale</title>
			<link>http://www.agricoltura.ch/it/attuale/agrinews/detail/article/2009/11/18/latte-delegati-dei-produttori-approvano-proposte-comitato-centrale/</link>
			<description>(ats) - I delegati della Federazione produttori svizzeri di latte (FPSL) serrano le file in vista dell'assemblea dell'Interprofessione latte (IP Latte) prevista il 27 novembre.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>(ats) - I delegati della Federazione produttori svizzeri di latte (FPSL) serrano le file in vista dell'assemblea dell'Interprofessione latte (IP Latte) prevista il 27 novembre.</strong>
Riuniti oggi a Berna, hanno approvato a larga maggioranza tutte le proposte presentate dal comitato centrale. Quanto deciso servirà da modello regionale e ha per obiettivo quello di attenuare l'inquietudine dei produttori, ha indicato la FPSL in un comunicato.
L'assemblea dei delegati ha in particolare dato il suo avallo alla segmentazione delle quantità e dei prezzi. Concretamente, quanto prodotto in eccesso (oltre la quantità di base attuale), potrebbe essere venduto a prezzo inferiore se la situazione del mercato del latte dovesse rivelarsi difficile.
I delegati hanno inoltre approvato l'inoltro di una richiesta all'Ufficio federale dell'agricoltura nella quale si chiede l'obbligatoria generale del modello proposto. Il sistema, che dovrebbe essere applicato a partire dal 1 gennaio, è composto di misure basate sui criteri dell'economia di mercato.
Questo modello, che deve essere approvato il 27 novembre in assemblea, dovrebbe garantire in futuro un rifornimento conforme ai bisogni e alla stabilità del mercato.]]></content:encoded>
			<category><a href="it/article/2009/11/18//category/milch/" target="_self" title="Milch">Milch</a></category>
			
			
			<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 18:10:00 +0100</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Latte: UE; alta tensione tra produttori, ministri sotto scorta</title>
			<link>http://www.agricoltura.ch/it/attuale/agrinews/detail/article/2009/10/19/latte-ue-alta-tensione-tra-produttori-ministri-sotto-scorta/</link>
			<description>(ats/ans) Lancio di uova, bottiglie, arance, paglia e vernice nera: dilaga la collera dei produttori di latte europei che a migliaia, oggi a Lussemburgo, hanno letteralmente assediato il Consiglio dei ministri dell'agricoltura dell'Unione Europea.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>(ats/ans) Lancio di uova, bottiglie, arance, paglia e vernice nera: dilaga la collera dei produttori di latte europei che a migliaia, oggi a Lussemburgo, hanno letteralmente assediato il Consiglio dei ministri dell'agricoltura dell'Unione Europea.</strong>
C'è stato qualche momento di paura quando i produttori, dopo aver dato fuoco ad alcuni pneumatici, hanno divelto le ringhiere di protezione. Immediata è stata la reazione delle forze dell'ordine che in assetto antisommossa - dietro di loro una decina di piccoli blindati - hanno aperto gli idranti obbligando i manifestanti a indietreggiare.
Lo stesso ministro per le politiche agricole Luca Zaia non è riuscito in un primo momento ad uscire dal palazzo ministeriale per salutare i produttori italiani e raggiungere l'aeroporto.
Si é quindi intrattenuto pacificamente con allevatori olandesi e belgi che sbarravano l'uscita ministeriale. Zaia ha lasciato solo più tardi Lussemburgo insieme ad altri ministri dell'agricoltura europei in un convoglio di otto auto protetto dalla polizia.
Gli allevatori - circa 2000 con 400 trattori secondo le forze dell'ordine lussemburghesi, mentre gli organizzatori parlano di almeno 5.000 ed un migliaio di mezzi agricoli - sono giunti da Italia (in particolare Piemonte, Lombardia e Veneto), Francia, Germania, Belgio, Austria, Olanda e dallo stesso Lussemburgo.
Sui loro cartelli si poteva leggere: "Cambiare il sistema del latte o guerrà; "Difendiamo i veri produttori, basta quote latte".
E ancora, "Costi 40 centesimi; ricavi 28 centesimi, siamo alla canna del gas"; "Più controlli alle frontiere".
Chiamati a raccolta dall'European milk board (Emb) - per l'Italia il Copagri - hanno deciso di continuare la protesta nonostante una serie di decisioni a loro favore siano state raggiunte dai ministri europei, insieme all'impegno della Commissione Ue di destinare ai produttori in difficoltà un 'pacchetto' di 280 milioni di euro. "C'é stato un piccolo passo in avanti - ha detto all'ANSA Roberto Cavaliere del Copagri e membro dell'Emb - ma bisogna sapere che gli allevatori europei hanno perso nel 2009 rispetto al 2008, 14 miliardi di euro, un miliardo solo gli italiani".
Insomma, sì ai finanziamenti ma per i produttori bisogna soprattutto programmare un cambiamento nel sistema europeo delle quote latte.
In particolare, chiedono di venire aiutati in cambio di una riduzione della loro produzione di latte per poi riprendere a produrre, sulla base dei loro diritti, quanto la situazione del mercato sarà migliorata. Inoltre, hanno grandi attese dai lavori del Gruppo ad alto livello per il latte che ha iniziato a negoziare nuovi interventi per il settore che vanno dai contratti tra produttori e industriali all'etichettatura d'origine dei prodotti.]]></content:encoded>
			<category><a href="it/article/2009/11/18//category/europaeische-union/" target="_self" title="Europäische Union">Europäische Union</a></category>
			<category><a href="it/article/2009/11/18//category/milch/" target="_self" title="Milch">Milch</a></category>
			
			
			<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 18:08:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Olma chiude i battenti: 385'000 visitatori in undici giorni</title>
			<link>http://www.agricoltura.ch/it/attuale/agrinews/detail/article/2009/10/19/olma-chiude-i-battenti-385000-visitatori-in-undici-giorni/</link>
			<description>(ats) - Dopo undici giorni l'Olma di San Gallo ha chiuso oggi i battenti. I visitatori sono stati 385'000, il 2% in più rispetto all'anno scorso. Di questi ben il 70% si è recato ai padiglioni della fiera con i mezzi pubblici, hanno comunicato oggi gli organizzatori stilando un bilancio positivo.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>(ats) - Dopo undici giorni l'Olma di San Gallo ha chiuso oggi i battenti. I visitatori sono stati 385'000, il 2% in più rispetto all'anno scorso. Di questi ben il 70% si è recato ai padiglioni della fiera con i mezzi pubblici, hanno comunicato oggi gli organizzatori stilando un bilancio positivo.</strong>
Complessivamente gli espositori presenti alla 67esima edizione della tradizionale fiera dell'agricoltura e dell'alimentazione sono stati 659; invitato d'onore era il Trentino Alto Adige. L'anno prossimo toccherà a Basilea Città e Campagna e al Giura. L'edizione 2010 è in programma dal 7 al 17 ottobre.
]]></content:encoded>
			<category><a href="it/article/2009/10/19//category/image-und-pr/" target="_self" title="Image und PR">Image und PR</a></category>
			<category><a href="it/article/2009/10/19//category/messen-ausstellungen/" target="_self" title="Messen &amp; Ausstellungen">Messen &amp; Ausstellungen</a></category>
			
			
			<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 18:06:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Fame: Fao, necessari 83 mld l'anno per agricoltura fino a 2050</title>
			<link>http://www.agricoltura.ch/it/attuale/agrinews/detail/article/2009/10/08/fame-fao-necessari-83-mld-lanno-per-agricoltura-fino-a-2050/</link>
			<description>
(ats/ans) - Per sfamare i 9,1 miliardi di persone che si prevede popoleranno la terra nel 2050 saranno necessari investimenti netti di circa 83 miliardi l'anno nel settore agricolo dei paesi in via di sviluppo. Lo afferma un documento di lavoro della Fao, pubblicato oggi. &quot;Questo vuol dire - sottolinea il testo - che gli investimenti in agricoltura dovranno aumentare di circa il 50%&quot;, secondo il documento preparato per il Forum ad alto livello su come nutrire il mondo nel 2050 (Roma 12-13 ottobre 2009), che vedrà la partecipazione di circa 300 esperti internazionali.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>
(ats/ans) - Per sfamare i 9,1 miliardi di persone che si prevede popoleranno la terra nel 2050 saranno necessari investimenti netti di circa 83 miliardi l'anno nel settore agricolo dei paesi in via di sviluppo. Lo afferma un documento di lavoro della Fao, pubblicato oggi. "Questo vuol dire - sottolinea il testo - che gli investimenti in agricoltura dovranno aumentare di circa il 50%", secondo il documento preparato per il Forum ad alto livello su come nutrire il mondo nel 2050 (Roma 12-13 ottobre 2009), che vedrà la partecipazione di circa 300 esperti internazionali.</strong>
Secondo il testo, si dovrà investire in agricoltura e nella zootecnia, ma anche nei servizi di supporto derivanti quali la catena del freddo, l'immagazzinamento, infrastrutture commerciali e la trasformazione dei prodotti. Nel dettaglio, 20 miliardi dovranno essere destinati alla produzione alimentare, 13 alla zootecnia, e 50 per i servizi collegati volti a raggiungere un'espansione complessiva del 70% della produzione alimentare entro il 2050.
Dei previsti nuovi investimenti netti in agricoltura, almeno
29 miliardi dovranno essere spesi nei due paesi con la popolazione più grande, India e Cina. L'Africa sub-sahariana avrà bisogno di investimenti per 11 miliardi di dollari, l'America Latina e Caraibi di 20 miliardi, il Vicino oriente e Nord Africa 10 miliardi, l'Asia del sud 20 miliardi e l'Asia orientale 24 miliardi.
Nel 2000 - fa notare il documento - la spesa pubblica totale nella ricerca e nello sviluppo agricolo è ammontata a soli 23 miliardi. Inoltre gli aiuti pubblici allo sviluppo in campo agricolo sono diminuiti di circa il 58% in termini reali nel periodo compreso tra il 1980 ed il 2005, passando dal 17% del totale degli aiuti a solo il 3,8%. Attualmente si attesta intorno al 5%.]]></content:encoded>
			<category><a href="it/article/2009/10/19//category/internationales/" target="_self" title="Internationales">Internationales</a></category>
			
			
			<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 17:53:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Hans-Rudolf Merz all'OLMA cerca di rassicurare contadini</title>
			<link>http://www.agricoltura.ch/it/attuale/agrinews/detail/article/2009/10/08/hans-rudolf-merz-allolma-cerca-di-rassicurare-contadini/</link>
			<description>(ats) - La 67esima Fiera agricola svizzera OLMA ha aperto i battenti oggi a San Gallo, in un momento di crisi per il mondo contadino. Il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz, nel suo intervento, ha cercato di rassicurare gli agricoltori.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>(ats) - La 67esima Fiera agricola svizzera OLMA ha aperto i battenti oggi a San Gallo, in un momento di crisi per il mondo contadino. Il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz, nel suo intervento, ha cercato di rassicurare gli agricoltori.</strong>
"Non siete soli", ha detto Merz promettendo che la Confederazione continuerà a sostenere i contadini, in particolare con misure di accompagnamento per affrontare i cambiamenti in corso. Con la sua politica agricola il Consiglio federale intende rafforzare ulteriormente la competitività dell'agricoltura nonché ripagare le sue prestazioni di utilità pubblica. "Per questo versa annualmente
3,7 miliardi di franchi ai contadini".
Quanto alla crisi del latte, il consigliere federale ha detto di comprendere la collera dei produttori per la netta diminuzione dei prezzi, ma, ha aggiunto, non si tornerà a una pianificazione statale. "Le costose montagne di burro e i magazzini pieni di formaggio invendibile degli anni Novanta devono esserci d'insegnamento".
Il settore deve assumersi le proprie responsabilità e risolvere da solo il problema della sovrapproduzione. La Confederazione potrebbe svolgere in un secondo tempo "un ruolo sussidiario".
"Se si lasciano fare le regole ai contadini, saranno di gran lunga più intelligenti", ha affermato M. Merz citando un detto contadino.
Il presidente della Confederazione è convinto che l'agricoltura svizzera "supererà le sfide attuali con coraggio" e ha invitato i contadini ad essere innovativi, a cooperare e a razionalizzare la produzione.
 L'anno scorso, l'OLMA aveva attirato 378'000 visitatori a San Gallo. Numerosi visitatori sono attesi sabato per la tradizionale sfilata attraverso la città.]]></content:encoded>
			<category><a href="it/article/2009/10/08//category/messen-ausstellungen/" target="_self" title="Messen &amp; Ausstellungen">Messen &amp; Ausstellungen</a></category>
			
			
			<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 17:51:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Contadini manifestano a Lucens, interviene Gran consiglio FR</title>
			<link>http://www.agricoltura.ch/it/attuale/agrinews/detail/article/2009/10/08/contadini-manifestano-a-lucens-interviene-gran-consiglio-fr/</link>
			<description>
(ats) - La &quot;rivolta contadina&quot; è proseguita oggi: una quarantina di produttori di latte con i loro trattori si sono radunati questa mattina davanti alla sede dell'azienda di trasformazione Cremo a Lucens (VD), dove hanno criticato i sussidi all'esportazione. A Friburgo, il Gran consiglio ha votato quasi simultaneamente una risoluzione in cui chiede alla Confederazione di allestire un sistema di gestione dei volumi di produzione.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>
(ats) - La "rivolta contadina" è proseguita oggi: una quarantina di produttori di latte con i loro trattori si sono radunati questa mattina davanti alla sede dell'azienda di trasformazione Cremo a Lucens (VD), dove hanno criticato i sussidi all'esportazione. A Friburgo, il Gran consiglio ha votato quasi simultaneamente una risoluzione in cui chiede alla Confederazione di allestire un sistema di gestione dei volumi di produzione.</strong>
Tale compito - sottolinea il parlamento cantonale - dev'essere affidato ad un'organismo privato, le cui decisioni rivestirebbero un carattere obbligatorio. Svariati deputati e il consigliere di Stato Pascal Corminboeuf hanno criticato in particolare l'abbandono del contingentamento lattiero.
A Lucens, il sindacato contadino Uniterre ha chiesto la sospensione dei sussidi all'esportazione, definiti come "uno strumento di gestione della sovrapproduzione". Dal profilo etico, i sussidi provocano inoltre un effetto "inaccettabile" di dumping nei paesi destinatari. Secondo Uniterre, l'unica soluzione che consentirebbe di risolvere il problema è una diminuzione del 5% della produzione di latte.]]></content:encoded>
			<category><a href="it/article/2009/10/08//category/agrarpolitik/" target="_self" title="Agrarpolitik">Agrarpolitik</a></category>
			
			
			<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 17:50:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>La zucca più grande della svizzera pesa 640 chili</title>
			<link>http://www.agricoltura.ch/it/attuale/agrinews/detail/article/2009/10/05/la-zucca-piu-grande-della-svizzera-pesa-640-chili/</link>
			<description>(ats) - Beni Meier di Pfungen (ZH) può essere orgoglioso: nel suo orto è cresciuta la zucca più grossa della Svizzera. </description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>(ats) - Beni Meier di Pfungen (ZH) può essere orgoglioso: nel suo orto è cresciuta la zucca più grossa della Svizzera. </strong>
Ai campionati svizzeri di Seegraben (BE), posta sulla bilancia, la cucurbitacea ha fatto segnare 640 chili, un nuovo record assoluto dalle nostre latitudini. Il frutto vincitore ha stracciato gli altri concorrenti. La zucca classificatasi seconda pesa infatti 497 chili, indica una nota degli organizzatori. I primi cinque classificati si sono suddivisi un premio di 2600 franchi. Il fiero vincitore ne ha ricevuti 500 in più per aver coltivato un "mostro" capace di superare la soglia dei 600 chili.]]></content:encoded>
			<category><a href="it/article/2009/10/08//category/gemuese/" target="_self" title="Gemüse">Gemüse</a></category>
			
			
			<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 15:25:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Reddito agricolo: calo del 7,6% nel 2009, causa prezzo latte</title>
			<link>http://www.agricoltura.ch/it/attuale/agrinews/detail/article/2009/10/05/reddito-agricolo-calo-del-76-nel-2009-causa-prezzo-latte/</link>
			<description>(ats) - Nel 2009 il reddito agricolo in Svizzera è diminuito del 7,6% a 2,9 miliardi di franchi (-235 milioni), principalmente a causa del crollo del prezzo del latte. </description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>(ats) - Nel 2009 il reddito agricolo in Svizzera è diminuito del 7,6% a 2,9 miliardi di franchi (-235 milioni), principalmente a causa del crollo del prezzo del latte. </strong>
Tale diminuzione è attenuata dalla flessione del numero di lavoratori del settore: il calo della retribuzione media del lavoro per addetto è infatti del 4,1%. È quanto afferma una nota pubblicata oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST).
Nel periodo in rassegna, il volume della produzione vegetale e animale è progredito ulteriormente rispetto al "già buon" 2008 e ha raggiunto gli elevati livelli dell'inizio degli anni '90.
Il suo valore, stimato in 10,7 miliardi di franchi, è tuttavia in calo del 5% (-565 milioni) rispetto all'anno precedente, soprattutto a causa della diminuzione dei prezzi, oltre che del latte, di prodotti bovini e suini, dei cereali, dei semi oleosi e della barbabietola da zucchero.
I contributi pubblici (pagamenti diretti) versati al settore agricolo sono invece aumentati (+240 milioni di franchi). In leggero calo, per contro, i costi di produzione (-90 milioni di franchi).]]></content:encoded>
			<category><a href="it/article/2009/10/05//category/agrarpolitik/" target="_self" title="Agrarpolitik">Agrarpolitik</a></category>
			
			
			<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 15:22:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>FR: produttori versano latte in &quot;piscina&quot; davanti sede Cremo</title>
			<link>http://www.agricoltura.ch/it/attuale/agrinews/detail/article/2009/09/25/fr-produttori-versano-latte-in-piscina-davanti-sede-cremo/</link>
			<description>(ats) - Mentre in Europa i produttori di latte sospendono il loro sciopero, in Svizzera il movimento prosegue. Questa mattina si sono radunati in 250 davanti alla sede dell'impresa lattiera Cremo SA, a Villars-sur-Glâne, nel canton Friburgo. Per l'occasione hanno versato il loro latte in una &quot;piscina&quot; costruita davanti allo stabilimento.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>(ats) - Mentre in Europa i produttori di latte sospendono il loro sciopero, in Svizzera il movimento prosegue. Questa mattina si sono radunati in 250 davanti alla sede dell'impresa lattiera Cremo SA, a Villars-sur-Glâne, nel canton Friburgo. Per l'occasione hanno versato il loro latte in una "piscina" costruita davanti allo stabilimento.</strong>
"Devono essere almeno 500 litri", ha indicato all'ATS Rudi Berli del sindacato Uniterre commentando il gesto. Il corteo, formato da 142 trattori, è arrivato davanti alla sede di Cremo verso le 9:30, ha indicato la polizia friburghese. Dopo alcuni discorsi e dopo l'azione dimostrativa, la manifestazione è proseguita nella calma all'interno del centro abitato, prima di concludersi ad inizio pomeriggio.
Ieri Cremo SA aveva deciso di ridurre del 5% il volume di latte commercializzato sul mercato svizzero. Una decisione considerata inaccettabile dai produttori, perché non accompagnata da alcun aumento del prezzo. "Siamo tutti d'accordo sulla necessità impellente di ridurre la quantità, ma questa misura deve essere accompagnata da un aumento del prezzo del latte pagato al produttore", ha concluso Berli. Contattata dall'ATS, la direzione di Cremo non era raggiungibile per una presa di posizione.
Al contrario dei loro colleghi europei, che hanno interrotto oggi lo sciopero fino al 5 ottobre - data della riunione dei ministri europei dell'agricoltura -, i produttori di latte svizzeri non intendono sospendere le loro manifestazioni.
All'interno della Confederazione però le sensibilità di fronte alla questione sono differenti. Con lo slogan "ritorniamo gli eccedenti al mittente", i produttori riuniti nell'associazione svizzerotedesca Big-M, hanno intenzione di inviare ogni giorno all'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) un pacco contenente latte.
Per Uniterre invece, l'UFAG ha certo una "schiacciante responsabilità"
nella crisi del latte, ma non è più il momento delle azioni simboliche, bisogna piuttosto rendersi visibili alla popolazione per sensibilizzarla meglio.
Principale rivendicazione dei produttori è l'aumento del prezzo del latte a 1 franco al litro, contro i 62 centesimi decisi dall'organizzazione interprofessionale IP Latte la settimana scorsa. Per l'UFAG spetta infatti proprio a quest'ultima il compito di trovare un consenso fra le parti.
Fondata a fine giugno raggruppando la maggior parte dei produttori, trasformatori e grandi distributori del Paese, IP Latte ha il compito di costituire le regole per il mercato. L'elezione del suo comitato era stata particolarmente combattuta. A tal proposito Uniterre denuncia la mancanza di rappresentatività dei produttori al suo interno e chiede una "gestione trasparente delle quote annue".]]></content:encoded>
			<category><a href="it/article/2009/10/05//category/milch/" target="_self" title="Milch">Milch</a></category>
			
			
			<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 17:48:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Cervelat: UE non autorizzerà importazioni budello bovini brasiliani</title>
			<link>http://www.agricoltura.ch/it/attuale/agrinews/detail/article/2009/09/24/cervelat-ue-non-autorizzera-importazioni-budello-bovini-brasiliani/</link>
			<description>(ats) - Cattive notizie per la sopravvivenza del cervelat:
l'Autorità europea di sicurezza alimentare (EFSA) ritiene infatti che i budelli di bovini allevati in Brasile - gli unici che possono assicurare un futuro all'insaccato nazionale - costituiscano sempre un pericolo per la salute.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>(ats) - Cattive notizie per la sopravvivenza del cervelat:
l'Autorità europea di sicurezza alimentare (EFSA) ritiene infatti che i budelli di bovini allevati in Brasile - gli unici che possono assicurare un futuro all'insaccato nazionale - costituiscano sempre un pericolo per la salute.</strong>
In un rapporto presentato oggi, l'EFSA ribadisce che il divieto di importazione del budello brasiliano rimane in vigore. "Il rischio legato all'encefalopatia spongiforme bovina (ESB) non è trascurabile", rileva l'autorità europea. I risultati contenuti in uno studio britannico inoltratole dalla "Task Force Cervelat" dimostravano invece il contrario.
Interrogato dall'ATS, il presidente dell'Unione professionale svizzera della carne (UPSC), il consigliere agli Stati Rolf Büttiker (PLR/SO), si è dichiarato "profondamente deluso" da questa decisione.
I professionisti del settore si riuniranno domani con la "Task Force" per discutere sulle eventuali iniziative da prendere in futuro.
Büttiker ritiene tuttavia che "il cervelat non sia in pericolo".
Dal 2007, grazie a un'autorizzazione provvisoria rilasciata dall'UE, è stato possibile confezionare gli insaccati con budelli di bovini allevati in Argentina, Paraguay e Uruguay. Trattative sono in corso con il Cile. "Le scorte di cervelat sono sufficienti e di eccellente qualità", ha spiegato.
Ogni anno, circa 160 milioni di cervelat vengono consumati in Svizzera, il che rappresenta il 30% del totale di salsicce prodotte nella Confederazione. Nel 2006, l'Unione europea aveva vietato l'importazione del budello di bovini brasiliani a causa dei rischi legati alla malattia della "mucca pazza".]]></content:encoded>
			<category><a href="it/article/2009/09/25//category/fleisch/" target="_self" title="Fleisch">Fleisch</a></category>
			
			
			<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 18:44:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Cremo riduce quantità commercializzate</title>
			<link>http://www.agricoltura.ch/it/attuale/agrinews/detail/article/2009/09/24/cremo-riduce-quantita-commercializzate/</link>
			<description>(ats) - L'impresa lattiera Cremo SA e i suoi rifornitori hanno deciso di diminuire del 5% il volume del latte commercializzato sul mercato svizzero. Il provvedimento - spiega l'azienda - è stato preso &quot;in risposa alla situazione molto tesa riguardo agli stock di burro&quot;.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>(ats) - L'impresa lattiera Cremo SA e i suoi rifornitori hanno deciso di diminuire del 5% il volume del latte commercializzato sul mercato svizzero. Il provvedimento - spiega l'azienda - è stato preso "in risposa alla situazione molto tesa riguardo agli stock di burro".</strong>
Per raggiungere l'obiettivo, Cremo lascia ai produttori e alle organizzazioni che le forniscono il latte la scelta di ridurre del 5% la quantità pattuita o di accettare per un volume invariato un prezzo che permetta di esportare il latte sui mercati mondiali.
La Federazione delle società friburghesi di latteria (FSFL) saluta la decisione presa da Cremo e "sostiene questa misura urgente".
A Signy, vicino a Nyon (VD), settanta produttori al volante di altrettanti trattori hanno manifestato il loro scontento per il prezzo attuale del latte, in risposta all'appello lanciato da Uniterre. In un comunicato oggi, il sindacato contadino annuncia altre azioni per i prossimi giorni.]]></content:encoded>
			<category><a href="it/article/2009/09/24//category/milch/" target="_self" title="Milch">Milch</a></category>
			
			
			<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 18:43:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Politica agricola: i &quot;dieci comandamenti&quot; degli ecologisti</title>
			<link>http://www.agricoltura.ch/it/attuale/agrinews/detail/article/2009/09/21/politica-agricola-i-dieci-comandamenti-degli-ecologisti/</link>
			<description>(ats) I Verdi svizzeri si riuniscono oggi a San Gallo per discutere dell'attualizzazione di una politica agricola ecologica.
Decideranno pure le parole d'ordine per le votazioni federali del 29 novembre.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>(ats) I Verdi svizzeri si riuniscono oggi a San Gallo per discutere dell'attualizzazione di una politica agricola ecologica.
Decideranno pure le parole d'ordine per le votazioni federali del 29 novembre.</strong>
In programma vi è la discussione su un documento intitolato "I dieci comandamenti della politica agricola ecologista", precisa il sito internet del partito. Il testo elenca "le azioni necessarie affinché l'agricoltura possa continuare a svolgere i suoi compiti essenziali".
I "dieci comandamenti" riguardano la promozione della biodiversità e un uso parsimonioso delle risorse. Sostegono dell'agricoltura locale rispettosa dell'ambiente e retribuita in modo equo.
Il partito sceglierà anche le parole d'ordine per il 29 novembre.
I Verdi sono membri del comitato promotore dell'iniziativa "Per il divieto di esportare materiale bellico", uno dei tre oggetti in votazione.]]></content:encoded>
			<category><a href="it/article/2009/09/24//category/agrarpolitik/" target="_self" title="Agrarpolitik">Agrarpolitik</a></category>
			
			
			<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 18:22:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Latte: 400 produttori rifiutano forniture, BIG-M</title>
			<link>http://www.agricoltura.ch/it/attuale/agrinews/detail/article/2009/09/21/latte-400-produttori-rifiutano-forniture-big-m/</link>
			<description>(ats) I produttori di latte sono di nuovo sul piede di guerra. L'associazione svizzerotedesca BIG-M ha seguito oggi il movimento partito dalla Romandia e ha lanciato un appello allo sciopero. Circa 400 contadini hanno già cessato le forniture, afferma l'associazione in una nota diramata oggi.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>(ats) I produttori di latte sono di nuovo sul piede di guerra. L'associazione svizzerotedesca BIG-M ha seguito oggi il movimento partito dalla Romandia e ha lanciato un appello allo sciopero. Circa 400 contadini hanno già cessato le forniture, afferma l'associazione in una nota diramata oggi.</strong>
Interpellato dall'ATS, il segretario generale di BIG-M Werner Locher ha precisato che l'agitazione coinvolge per ora 300 agricoltori della Svizzera romanda e 100 colleghi svizzerotedeschi. "Non abbiamo deciso il lancio di uno sciopero per il momento, ma un certo numero di produttori ha spontaneamente cessato le forniture", ha confermato da parte sua Valentina Hemmeler Maïga del sindacato contadino romando Uniterre, senza poter fornire cifre precise ma assicurando che "il movimento guadagna in ampiezza ogni giorno che passa".
I contadini romandi sono in agitazione già da mercoledì: nei cantoni di Vaud e Giura i produttori in sciopero hanno venduto il loro latte direttamente ai passanti davanti a diversi grandi magazzini.
Da parte sua BIG-M (Bäuerliche Interessengemeinschaft für Marktkampf) afferma che intende protestare contro la decisione presa ieri sera da IP Latte - l'organizzazione interprofessionale fondata a fine giugno che raggruppa produttori, trasformatori e distributori
- di aumentare il prezzo indicativo del latte da 61,6 a 62 centesimi il chilo. Si tratta tuttavia soltanto di un valore raccomandato, poiché il prezzo reale è negoziato tra produttori e trasformatori.
BIG-M ritiene che questa misura non sia una soluzione adeguata per risolvere i problemi del settore e chiede una limitazione della quantità di latte immessa sul mercato.
La nuova organizzazione interprofessionale si prefigge di mettere un po' di ordine sul mercato lattiero, sotto forte pressione dopo la fine del regime di contingentamento il primo maggio scorso.
Il suo comitato è composto di 10 produttori e 10 rappresentanti dell'industria della trasformazione e della distribuzione (tra cui figurano anche Migros e Coop).
Uno degli obiettivi principali della nuova entità è di elaborare regole per il mercato lattiero che siano vincolanti per tutti.
Dopo 32 anni di contingentamento, in cui spettava al Consiglio federale decidere le quantità che ogni produttore doveva fornire, i contadini possono ormai inondare il mercato a loro piacimento.
Conseguenza logica: una produzione sovrabbondante, una concorrenza accanita e prezzi mai così bassi.]]></content:encoded>
			<category><a href="it/article/2009/09/21//category/milch/" target="_self" title="Milch">Milch</a></category>
			
			
			<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 18:21:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>GE: produttori vendono il latte per strada</title>
			<link>http://www.agricoltura.ch/it/attuale/agrinews/detail/article/2009/09/18/ge-produttori-vendono-il-latte-per-strada/</link>
			<description>(ats) - I produttori ginevrini di latte sono passati all'azione
oggi: per protestare contro il prezzo, giudicato insufficiente, del latte si sono recati con il loro trattore nel centro di Ginevra, si sono fermati davanti a due succursali Migros ed hanno venduto direttamente 300 litri di latte ai passanti.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>(ats) - I produttori ginevrini di latte sono passati all'azione
oggi: per protestare contro il prezzo, giudicato insufficiente, del latte si sono recati con il loro trattore nel centro di Ginevra, si sono fermati davanti a due succursali Migros ed hanno venduto direttamente 300 litri di latte ai passanti.</strong>

Il prezzo attuale del latte al litro - 55 centesimi - non consente attualmente ai produttori di vivere in modo decente, spiega il segretario del sindacato contadino Uniterre, Rudi Berli, denunciando la politica di liberalizzazione condotta dalla Confederazione con l'appoggio dei grandi distributori.
Secondo Berli, 120 produttori di latte sono scesi in piazza pure a Yverdon. Altre azioni sono previste domani in svariate località vodesi. I contadini chiedono che il prezzo del latte sia portato ad un franco il litro.]]></content:encoded>
			<category><a href="it/article/2009/09/21//category/milch/" target="_self" title="Milch">Milch</a></category>
			
			
			<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 15:13:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Latte: germania; allevatori, pericolose proposte ue</title>
			<link>http://www.agricoltura.ch/it/attuale/agrinews/detail/article/2009/09/17/latte-germania-allevatori-pericolose-proposte-ue/</link>
			<description>(ats/ans) - L'Associazione degli agricoltori e degli allevatori tedeschi (Dbv) ha criticato oggi i piani dell'Ue per affrontare la crisi del settore lattiero-caseario, definendoli &quot;molto pericolosi&quot;.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>(ats/ans) - L'Associazione degli agricoltori e degli allevatori tedeschi (Dbv) ha criticato oggi i piani dell'Ue per affrontare la crisi del settore lattiero-caseario, definendoli "molto pericolosi".</strong>
"La Commissione europea si muove, ma troppo lentamente e in modo troppo vago", ha commentato a Monaco di Baviera il presidente della Dbv, Gerd Sonnleitner, il quale ha criticato la Commissaria Ue all'Agricoltura, Mariann Fischer Boel, per avere scaricato la responsabilità dell'Ue sui singoli stati membri.
"Abbiamo una politica agricola comune - ha proseguito Sonnleitner
- abbiamo una responsabilità europea comune". Il presidente della Dbv ha quindi definito i piani Ue "molto pericolosi" poiché, ha detto, si rischia che un Paese minacci di ingannare gli altri purché si arrivi a una "rinazionalizzazione" della politica agricola.]]></content:encoded>
			<category><a href="it/article/2009/09/18//category/europaeische-union/" target="_self" title="Europäische Union">Europäische Union</a></category>
			<category><a href="it/article/2009/09/18//category/milch/" target="_self" title="Milch">Milch</a></category>
			
			
			<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 18:24:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Crisi lattiera: occorre ridurre stock burro</title>
			<link>http://www.agricoltura.ch/it/attuale/agrinews/detail/article/2009/09/16/crisi-lattiera-occorre-ridurre-stock-burro/</link>
			<description>(ats) - Per risolvere i problemi sul mercato lattiero occorre in primo luogo ridurre le notevoli scorte di latte in polvere e burro: incontrando oggi a Berna alcuni esponenti del settore, la ministra dell'economia Doris Leuthard ha indicato di essere disposta a vagliare, nell'ambito dei crediti disponibili, una partecipazione della Confederazione a una &quot;azione di sgombero del mercato del burro&quot;, a condizione che gli interessati vi partecipino &quot;in misura sostanziale&quot;.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>(ats) - Per risolvere i problemi sul mercato lattiero occorre in primo luogo ridurre le notevoli scorte di latte in polvere e burro: incontrando oggi a Berna alcuni esponenti del settore, la ministra dell'economia Doris Leuthard ha indicato di essere disposta a vagliare, nell'ambito dei crediti disponibili, una partecipazione della Confederazione a una "azione di sgombero del mercato del burro", a condizione che gli interessati vi partecipino "in misura sostanziale".</strong>
Occorrerà inoltre ristabilire l'equilibrio sul mercato lattiero e creare piena trasparenza, scrive il Dipartimento federale dell'economia
(DFE) in una nota diramata oggi. La consigliera federale attende dall'Interprofessione del latte proposte al riguardo al più tardi entro metà ottobre.
Il prezzo del latte dipende oggi fortemente dai mercati esteri, rileva il DFE. La crisi economica ha determinato un calo della domanda di prodotti lattieri a livello mondiale che, dalla metà del 2008, ha inciso anche sui prezzi svizzeri e ha generato scorte eccessive di latte in polvere e burro.
La Confederazione, consapevole della gravità della situazione, ha fornito il suo contributo alla soluzione del problema, prosegue il DFE, indicando una serie di misure già prese. In particolare, Berna ha stanziato un credito aggiuntivo di 14 milioni di franchi, mediante il quale è stato possibile promuovere lo smercio di burro sul piano interno e sostenere le esportazioni di panna.]]></content:encoded>
			<category><a href="it/article/2009/09/17//category/milch/" target="_self" title="Milch">Milch</a></category>
			<category><a href="it/article/2009/09/17//category/agrarpolitik/" target="_self" title="Agrarpolitik">Agrarpolitik</a></category>
			
			
			<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 15:39:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Latte: Ue, su misure anti-crisi intesa ad ottobre</title>
			<link>http://www.agricoltura.ch/it/attuale/agrinews/detail/article/2009/09/08/latte-ue-su-misure-anti-crisi-intesa-ad-ottobre/</link>
			<description>(ats/ans) - C'è la volontà politica dei ministri dell'agricoltura dell'Ue a definire, in occasione della sessione ministeriale che si terrà il 19 e 20 ottobre a Lussemburgo, un quadro di interventi per aiutare il settore lattiero caseario a uscire dalla crisi provocata dal crollo dei prezzi del latte di gran lunga inferiori ai costi di produzione.</description>
			<content:encoded><![CDATA[<strong>(ats/ans) - C'è la volontà politica dei ministri dell'agricoltura dell'Ue a definire, in occasione della sessione ministeriale che si terrà il 19 e 20 ottobre a Lussemburgo, un quadro di interventi per aiutare il settore lattiero caseario a uscire dalla crisi provocata dal crollo dei prezzi del latte di gran lunga inferiori ai costi di produzione.</strong>
Alcuni elementi emergono già: vanno dall'interesse per l'origine del prodotto in etichetta, sostenuto anche dalla Gran Bretagna, al consenso sul raddoppio degli aiuti di stato autorizzati senza il via libera preventivo di Bruxelles. Al momento però la situazione è ancora confusa, con Francia e Germania che tentano di guidare una revisione del sistema delle quote che contrasta con gli interessi italiani e che si scontra con la fermezza della commissaria europea all'agricoltura Mariann Fischer Boel.
E' questo il quadro della situazione al termine di una sessione straordinaria dei ministri dell'agricoltura dell'Ue dedicata alla crisi del comparto lattiero, mente in strada un migliaio di produttori belgi manifestavano la loro collera a nome di tutti i produttori europei.
Il confronto tra i 27 è stato caratterizzato dal tentativo di Francia e Germania di rivedere le regole sull'applicazione delle quote latte, sulla base di un documento sostenuto da altri 13 paesi (Austria, Belgio, Bulgaria, Estonia, Finlandia, Ungheria, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Portogallo, Romania, Slovacchia e Slovenia) ma insufficiente per sperare di cambiare la posizione della commissaria europea. Per farlo Parigi e Bonn hanno anche bisogno di un maggiore sostegno.]]></content:encoded>
			<category><a href="it/article/2009/09/16//category/europaeische-union/" target="_self" title="Europäische Union">Europäische Union</a></category>
			<category><a href="it/article/2009/09/16//category/milch/" target="_self" title="Milch">Milch</a></category>
			
			
			<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 17:43:00 +0200</pubDate>
			
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